SCHIAPARELLI porta il mito all’haute couture di Parigi per farne trasposizione dell’ambizione creativa e della ricerca ossessiva di perfezione nella moda.

Nella mitologia greca, Icaro volò troppo vicino al sole nonostante l’avvertimento del padre, le sue ali di cera si sciolsero in un atto di superbia che divenne una favola con una morale per i giovani.
Daniel ha ambizione. L’ha avuto per tutta la vita. Ma non è ambizione di essere per sempre di più, perché “più è sempre meglio“. È un’aspirazione. L’ambizione riguarda il raggiungere qualcosa; l’aspirazione è diventare qualcuno.
Nelle sue mani, come Direttore Creativo della Casa Schiaparelli, Icaro diviene qualcosa di completamente diverso, si riscopre come un simbolo non di fallimento, ma di audace ricerca della bellezza e dell’eccellenza.

«La Haute Couture aspira a raggiungere vette straordinarie; promette una fuga dalla complessità del nostro tempo. E ci ricorda che la perfezione ha un prezzo. Quanto in alto possiamo arrivare, noi couturier?»
continua a domandarsi Roseberry. Il tempo ci darà le risposte, nel frattempo noi ci auguriamo che non si stanchino mai di osare e, che questo, porti però sempre a un finale positivo.
